Il modello dei quattro codici – racconta Ignazio Punzi – ha una lunghissima storia. A posteriori, ora che nelle sue componenti e articolazioni fondamentali è stato definito e sperimentato, posso dire che è sempre stato lì, presente in filigrana mentre operavo con le persone senza dimora nella Caritas romana di Luigi di Liegro, oppure con i malati di Aids negli anni ‘90, con i terremotati dopo il terremoto dell’Aquila, con i rifugiati nei progetti di accoglienza di Caritas Italiana, o semplicemente nelle famiglie, negli operatori sociali e nelle comunità sparse per l’Italia con le quali ho lavorato negli ultimi decenni. Era lì. Aspettava solo di essere visto, accolto e di ricevere un nome

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